Speciale MUSICA – II – Rétro-Modern? Yes! Ja! Oui! Si!

Nostalgia, nostalgia…

No, non è la canzone che tutti pensano, quella italiana. E’ una musica diversa, quella che risuona nella mia testa ora…

Una musica più antica, ma non troppo.

Vi ricordate dell’Art-Déco e delle foto tipiche degli anni tra le due guerre, l’epoca del Diesel e delle pin-up, per citarne solo un paio??? Sì? Anche io. Anche se non c’ero ancora, fisicamente. Ma quanto mi piacciono quei tempi.

Un marine dipinge una donnina a grandezza naturale sulla carrozzeria...

... E pensate se tutti i militari fossero così!

Ho sempre desiderato somigliarle.

Conoscete Max Raabe (–> Wikipedia Biografia) ? Credo sia un artista di questo secolo. Anche lui non c’era, all’epoca. Eppure… Brani propri, ma anche Cover di pezzi storici pop, rock, moderni, vintage… Con una vena, direi unica, di nostalgia rétro. Di uno stile che è andato quasi dimenticato. Uno stile unico, perché riesce a tenere insieme con quella vocetta androgina tutta la Palast Orchester!

Come quello della seconda Belle Epoque dell’Europa: quella successiva alla prima – gli anni ’20-’40. Particolarmente gli anni di mode, persone, forme d’arte che giudicherei particolarmente “stilose”.

…Provate a fondere due correnti qualsiasi. Otterrete un mélange, certo. Magari anche bello.

… Ma io avevo in mente qualcos’altro. Niente è come la sensibilità e la tecnologia moderne che reinterpretano la finezza e il sentimento di allora!

Ecco, questa rende bene l'idea. Dieci punti a chi indovina che cos'è. Un indizio: parte dell'iconografia filmografica di ogni amante del Dieselpunk.

Dunque, vi ho parlato di un cantante, prima. Eccolo qui! Max Raabe – Impomatato, acuto e impettito come pochi. Questa versione di Sex Bomb è stata la musica di un noto spot commerciale!

E termina qui il nostro breve viaggio (mentale) nell’immaginario dell’estetica e della musica Dieselpunk, Rétro e Moderno fusi assieme. Vi lascio con Wolfgang Parker (–>On Myspace), un altro che di stile unico se ne intende. Ma si trovano davvero poche tracce di lui, ovunque come in giro per il Web…

Meravigliose reinterpretazioni in chiave rock’n’roll di swing e pezzi d’epoca conosciuti, come questa stupefacente cover di English Lover.  E che mi dite di Room 19. Aggressiva e quasi punk. Da non perdere quando e se capiterà in Italia. Buonanotte.

Dejà-vu onirico. E l’incubo continua, anche se mi sveglio.

Anche la ragazza di Dali, Gala, sembrava soffrire di falsi risvegli...

Ero dalle parti di Piazza Trento, a Milano, o giù di lì.
Ho beccato una ex-collega di un ex-posto di lavoro dove abbiamo entrambe ex-lavorato per un anno, e ci siamo fermate a chiacchierare. Lei era felicissima di vedermi, insieme al suo amico ultracinquantenne ma ancora alternativo. Ma io avevo una cosa da fare… Quindi sono andata alla macchina nera, quella dove mio padre mi aveva detto di “piazzare l’ordigno”.
Che poi, questo ordigno, era più simile a un pacchettino di quelli del panettiere… Comunque sia, non sono riuscita a completare la mia missione. Colpa degli schermi di sorveglianza installati nella stupida BMW nera!
Salutavo quindi la mia ex-collega, andavo dal mio vecchio e gli dicevo che dovevo disattivare tutto.
Stop.

Quindi mi sono svegliata.

Ho raccontato il sogno assurdo al mio fidanzato, che era a letto accanto a me e lavorava al PC: mi ha risposto che secondo lui si trattava di “linee temporali alternative“, non ho ben capito cosa intendesse, ma nulla di preoccupante, insomma, tutto dentro la mia testa e… la vita continua.
Ho un preciso ricordo di me che mi sveglio e gli racconto il sogno

Il giorno dopo sono andata a lavorare, nel mio attuale nuovo posto. Lì, però, venivo cacciata via dopo appena 2 settimane di onesto e duro servizio. Certo, non che mi lasciassero a casa disoccupata… però venivo retrocessa a un posto di parecchio inferiore!!!
Secondo mia madre, che aveva subito contattato la mia ormai ex-datrice di lavoro, era perché non avevo preso gli appuntamenti giusti. Secondo il poveraccio nuovo che si trovava nella mia stessa barca, cacciato anche lui, era perché non ero andata alla casa nera.
MA QUALCUNO E’ IN GRADO DI DARMI UNA SPIEGAZIONE COERENTE, O NO???

No, of course… Mia madre che blatera di stare tranquilla, e cento idioti che parlano di case nere e appuntamenti non fissati, mentre mi si rovesciano a terra tutti i documenti e scappo via piangendo???
“ODDIO MI SEMBRA DI ESSERE DENTRO UN TRIP STORTO…”

E come se non bastasse, mentre mi avvio triste e mesta sulla strada di casa chi mi ritrovo? Un orrendo nano, una specie di gnomo del sottosuolo, umanoide, con le braccia lunghissime e gommose, che mi insegue e mi chiama gioioso.
Che schifo… Mi toccava con quei tentacoli viscidi, correndo velocissimo, e allora sì, che mi sono svegliata per davvero.

Rizzandomi sulla schiena con un gemito strozzato, lucida ma completamente paralizzata in quella posizione assurda – “GAASP!” – spaventando il mio povero fidanzato, seduto a letto accanto a me che lavorava tranquillo al PC.
E gli ho raccontato tutto. Anche se mi sembrava di avergli già detto quelle cose. Un dejà-vu onirico. Ciò lo ha impressionato molto, perché a lui non è mai capitato di svegliarsi dentro un sogno e proseguire tranquillamente finendo da una padella di assurdità alla brace degli orrori.

Odio quando la mente mi gioca questo tipo di scherzi. E a nessun altro è mai capitato di svegliarsi dentro un sogno, e continuare con l’incubo?

Secondo Wikipedia ,”Il fenomeno del “falso risveglio” potrebbe essere un meccanismo di protezione del sonno. Ad esempio, il sognatore […] decide di svegliarsi per sfuggire ad un incubo. Questi falsi risvegli causano la maggior parte delle volte la perdita di lucidità e il soggetto prosegue nel suo sogno normalmente (talvolta ci si sveglia realmente quando nel sogno già ci si è recati al lavoro). […] “

E come se non bastasse… ” […] l’acquisizione di consapevolezza del “falso risveglio” può essere l’anticamera di una esperienza assai angosciosa (anche se per fortuna breve): nel tentativo di risvegliarsi veramente, il soggetto si ritrova lucido e cosciente ma con il corpo paralizzato; ciò è dovuto alla cosiddetta paralisi ipnagogica che tipicamente accompagna le fasi REM.

Bene, trovata la spiegazione scientifica. Ma che mi dite della spiegazione soggettiva che dovrei applicare al mio povero stato mentale???

Aggiornamento: Ho trovato qualcosa sulle larve astrali – ma non ci credo molto… Sono troppo cognitivista, anche in senso onirico.

“LE LARVE”
Una larva può essere fatta di materia mentale o astrale. Generalmente è una creatura astrale creata per la ripetizione costante di un pensiero intenso alimentato da una passione particolare, da una cattiva abitudine o da altri difetti. Una persona crea inavvertitamente questi esseri con sostanza mentale od astrale, estratta dunque dal suo corpo mentale od astrale. In realtà la larva è una mezza creatura che vive nei sottopiani o nei più bassi piani astrali o mentali. Si nutre delle sostanze astrali o mentali (a seconda di dove vive) che emette la passione particolare o il difetto che l’ha creata. Essa ha una forma che ha una corrispondenza con il difetto creatore e possiede un forte istinto di autoconservazione. Sul cammino ermetico-magico, una larva fortemente sviluppata è un ostacolo generalmente molto difficile da superare.

Mi preoccupa di più la questione dell’ostacolo ermetico, come faccio a diventare Alchimista se sono infestata dalle larve astrali derivanti da pensieri schizoidi sepolti nel mio non-conscio??? Oddio, forse dovrei chiedere consiglio al buon vecchio Salvador Dali, lui si che di sogni ne capiva… se solo fosse ancora vivo.

SPECIALE MUSICA – I: Origini del Progressive

In questo mondo che gira veloce e non si capisce più, tra birre analcoliche, fiori di plastica e porno gratuiti fermatevi per un attimo a pensare alla Dea Musica. Essa è colei che è capace di pervadere il nostro intero continuum mentale, fino a risvegliare mille emozioni, diverse da persona a persona; colei che può addirittura divenire adatta a comunicare in maniera interdimensionale, disciplina esteriore – il senso dell’udito lo possediamo tutti – che può toccare un complesso coinvolgimento interno ed esterno alla mente, un gran melange che ha luogo nei regni dello spirituale e dell’eterico.

Non voglio lanciarmi qui in strane digressioni su come funzionano le menti umane a livelli superiori di consapevolezza, né pretendere l’accuratezza di un’enciclopedia, ma solo fornire una panoramica, attraverso una serie di articoli, dell’affascinante mistero che risiede in certe combinazioni di note. Magari aggiungendo anche qualche noticina culturale qua e là. Seguitemi dunque, chiudete gli occhi e aprite orecchie e cuore. Partiamo subito con qualcosa di, uhm, leggero leggero…

IL PROGRESSIVE affonda le sue radici nella corrente Rock Psichedelica, specialmente quella inglese. Si sviluppa all’incirca a partire dagli anni Settanta e aveva come obiettivo principale quello di creare arte con la musica – trasformare il rock da intrattenimento in rock impegnato (non-politicamente), estetico e colto.

E’ molto difficile definire cosa sia il Prog e dove siano i suoi confini, ma alcuni elementi caratteristici possono essere: arrangiamenti e intrecci complessi; rivoluzione della “forma” della canzone; influenze che vanno dall’etnico alla musica classica, al jazz e allo sperimentale; uso di strumenti particolari come moog e mellotron; durata dei brani molto superiore rispetto ai canoni della musica popolare; tempi bizzarri; uso di synth; toni epici e lirici di grande ambizione; tematiche complesse, filosofiche, futuriste.

Proviamo dunque a tracciare un ipotetico sentiero dei sogni attraverso i momenti d’oro di questo genere… non necessariamente in ordine cronologico, visto che il tempo è una dimensione puramente umana… Includere tutti gli artisti che hanno dato il loro contributo all’elevazione spirituale della musica non è possibile, anche per ragioni di spazio naturalmente, ma farò del mio meglio.

– LE ORIGINI: Possiamo rilevare elementi di proto-prog persino nei Beatles degli ultimi anni Sessanta, ma sicuramente le pietre miliari più antiche sono gettate dai King Crimson, pionieri del genere, tanto camaleontici quanto raffinati e sperimentatori.

1970-1980: Dopo In The Court Of The Crimson King, il prog esplode e si dipana attraverso i successivi capolavori quali Lizard e Island, con i quali l’art-rock giunge al pieno riconoscimento. Abbiamo poi i Genesis pre-anni Ottanta di Peter Gabriel, capaci di stupire se confrontati con i Genesis che siamo abituati a sentire nel mainstream.

Citiamo poi gli Emerson Lake and Palmer con la loro miscela di rock, jazz e classica, i “barocchi” Yes, l’eclettico folk-blues dei Jethro Tull (“Aqualung”) e i tecnicissimi Gentle Giant. Alcuni conosciuti al grande pubblico dell’epoca, altri meno. La profondità di questa corrente la sentiamo anche in nomi non proprio conosciutissimi come Camel, Caravan, Van der Graaf Generator, Soft Machine, gli italiani Perigeo. I Queen, sebbene catalogati come band hard-rock o glam, ci hanno regalato alcune perle che io inscriverei volentieri in una ipotetica Hall of Fame del prog: Innuendo prima di tutto.

… E, immancabile, la psichedelia stralunata, pessimista ma anche colta dei maestri assoluti – i Pink Floyd, che interpretano il progressive in maniera più semplice e diretta al pubblico, spronandoci comunque all’avanguardia. Meriterebbero un discorso a parte, secondo me:

Rispettivamente in Francia e Germania nascono invece Zeuhl e il Krautrock, generi sperimentali che influenzeranno molto la musica new-age e ambient (vedi Magma, Faust, Tangerine Dream). Elementi di progressive sono però riscontrabili anche in gruppi post-70, specie in ambito elettronico e sperimentale.

– LA SCENA ITALIANA: Seconda solo a quella inglese, la scena italiana è caratterizzata soprattutto da un tipo di prog-rock più sinfonico e romantico, influenzato dallo stile britannico e a volte anche più tecnico e riflessivo. Spiccano qui, oltre alla Premiata Forneria Marconi che ha riscosso un grande successo anche negli USA, nomi come la Locanda delle Fate, Biglietto per l’Inferno, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, New Trolls, Picchio dal Pozzo, Alphataurus.

Ma c’è di più. Spesso ricordate solo dagli appassionati del genere, troviamo poi correnti ancora più oscure e “acide”, se possibile (acid-prog, appunto) che mescolano eredità classiche a intuizioni più dure e sofisticate, talvolta inquietanti, come il Balletto di Bronzo, Abiogenesi, Campo di Marte, Pholas Dactylus

… E non è finita qui, naturalmente. In questo breve excursus vi ho parlato di alcune delle cariatidi del Rock, ma ci sono tanti giovani talenti d’oggi che continuano, e continueranno ancora ad essere influenzati dallo straordinario, chimico, fantasmagorico viaggio siderale che è il Progressive. Sono nati nuovi generi, ma la tecnica e l’amore sono quelli di una volta. Non vi resta che farvi un giro d’ascolto (e per chi volesse approfondire, ecco uno dei migliori archivi Web qui), per allietarvi l’orecchio e regolare lo spirito sulle frequenze del Cosmo.

Ora scusatemi, vado a rivedere il programma del mio esame di psicanalisi incombente insieme ai Novalis. Ave.

… Chi sono io? Poco definibile …

Forse dovrei aggiungere anche il breve pezzo di prosa che accompagnava questo disegno, visto che nell’insieme mi hanno regalato tre crediti universitari… Ma non ora. E’ notte fonda, e sto pensando a tutto ciò che poteva essere… ma è un’altra storia, che deve ancora essere scritta, credo…

WhoAmI.

*PLEASE FULL VIEW*

Elogio della razza umana

Sono un essere umano, e non posso fare a meno di sentirmene orgogliosa.
Sono un essere umano, in questa mia fase di vita terrena, e non potevo avere nulla di migliore, ne sono profondamente convinta. Sono pressoché in cima alla catena alimentare, posso viaggiare su comodi mezzi se non ho voglia di arrancare, e più di tutto ho un enorme, funzionale cervello diviso tra spiritualità e rigore quantitativo.

Ancora una volta, la mia mente razionale gioca a nascondino con affascinanti teorie teoretiche. Mi succede sempre così, quando ho preoccupazioni importanti.
Quelli che sono i dati oggettivi non fanno che mischiarsi senza soluzione di continuità tra le mie sensibili sinapsi, generando nuovi flussi di coscienza in numerose vibrazioni che s’avvinghiano spiraliformi al nodo che intoppa i pensieri. Non è per niente facile, vivere tra precarie leggi metafisiche che non fanno altro che toccare dentro il filo sottile e tagliente di ciò su cui doveva essere concentrata la mia mente. E pertanto divago. Sì, mi permetto di divagare in oziosi momenti di cosmica ispirazione in dimensioni parallele tutte all’interno della mia testa. E il punto focale s’allontana, s’allontana; nel tripudio perfetto dei mille cristalli in cui esplode un pensiero, creazione naturale che prende forma come un figlio concepito.
Fermatevi a guardare, per un attimo, di cosa è capace la mente umana. Pensate al volto di un amico, visualizzatene l’immagine – non vi strappereste la carne di dosso solo per capire come fa il cervello a ricostruirne un’immagine chiara? Dove e come era nascosta quell’immagine nella mia testa? E tutte le altre cose che siamo capaci di fare, ma è incredibile, ma siamo noi!

Non posso farlo. Sono una donna, e in modo ancora più ancestrale sono umana. Sono irrefrenabile, fantasiosa e intelligente. Dunque ho consapevolezza e bisogno insieme d’ogni cosa, incluse queste digressioni pseudo analitiche che sublimano il tacito accordo tra materiale e immateriale. Tra un argomento che mi si può sottoporre e le infinite interpolazioni che sa generare la mia mente propagandole senza alcuna legge o misura. Coscienti proprietà, emergenti dell’implementazione della rete neurale umana. Coscienza. Materia che genera Spirito.
Ciò di cui la nostra evoluta scienza ancora non sa dare una spiegazione né trovare altre esemplificazioni, pur con tutto ciò che siamo stati capaci di realizzare in questo misterioso campo addentrandoci nel quale non possiamo fare a meno di sperimentare pallide ombre di manie demiurgiche. Siamo gli sciacalli della creazione, gli esploratori di luoghi inesistenti, sempre con il cuore rivolto alle stelle e gli occhi in mezzo alle nuvole.
Ciò che mi distingue da una macchina. E da qualunque altro essere vivente. Ci sarà pure un motivo, se siamo quello che siamo.
Certo, creare la vita.
E non soltanto. L’arte, la foga e l’amore cui non ho mai rinunciato.
E guarda – guarda! – cosa siamo stati capaci di costruire in secoli d’avventuroso progresso e alchemica ricerca!!

Questo è ciò che fa di me un essere grandioso. Grandioso come tutti i miei simili.
Mi emoziona vedere il volo delle rondini, che da piccola immaginavo essere velivoli alieni in missione.
Ma ancora di più mi emoziona la vista di un razzo spaziale che si stacca dalla Terra, perché l’uomo ha carpito il segreto del volo pur non sapendo volare. Questo è solo uno dei tanti esempi della nostra superiorità.

Dentro di noi c’è un grande cielo nero capace di fondere il nostro nucleo spirituale con quello delle stelle nello spazio profondo. Provateci anche voi, non è difficile! E qualora doveste vedere qualcosa che vi spaventa o sondare un territorio non adatto alla vostra forma attuale, non abbiate paura. Sarà lo spazio stesso a mostrare la sua barriera, e la vista è meravigliosa.
Io non mi accontento, di meditare e vedere prati verdi con gli gnometti e gli unicorni; essi sono e rimarranno comunque estrazioni mentali compiute a caso, soggiogate a inutili principi di culti ipocriti, ma io vado oltre.
Io so andare oltre. Tutti gli esseri umani ne hanno la possibilità.

Insomma, c’è poco da elogiare – potrà protestare qualcuno – visto il mondo…
Beh, purtroppo, in questi tempi di selezione naturale, pochi si salvano (quelli che frodano) e gli altri soccombono (quelli che vivono in pace). Basta adattarsi, e guardare solo un certo tipo di cose.
Esiste la selezione naturale? Bene, esiste anche per me. Esiste con i rapporti che mi scelgo e le persone che mi circondano. Selezione naturale.
Perché il problema non sono gli esseri umani, ma certe persone che mi fanno di volta in volta vergognare per essere loro simile in uno qualunque degli aspetti della vita. Non è colpa della nostra umanità, se certi spiriti sono assimilabili a quelli più bassi e meno illuminati. Basta evitarli.

Curioso, molto curioso come l’andamento del mio (s)ragionare somigli a quello del cosmo, non è vero?
E quindi il fastidio è inevitabile perché insito in entrambe le mie missioni cui sono stata assegnata: quella terrena, provvisoriamente in attesa di ordini, e quella spirituale che mi fa battere il cuore in gola. Perché io sono Spirito generato da Materia. Anche se cerco di non pensarci, anche se tento di nascondermelo, questo è il nostro grande potere e la nostra condanna allo stesso tempo.
Io sono un meraviglioso essere dell’Oltre. Questo, miei cari, è l’Homo Sapiens.

Published in: on 8 maggio 2011 at 1:03 PM  Comments (5)