Dedicato a Freddie Mercury !!!

E’ tutto il giorno che penso a questa canzone.

E, per una serie di impegni, sono riuscita ad ascoltarla solo adesso. Adesso, mentre scrivo – e l’effetto è tipo quello di Rocky che si allena!

E credo proprio di averne bisogno, in un momento “Rocky” della mia vita come questo.

In alto i cuori. Ci metterò impegno in ogni cosa, promesso…

EDIT: Oggi è il compleanno di Freddie Mercury, e probabilmente ha un che di mistico, ascoltare e pensare a questa canzone con tanta emozione e insistenza. E’ un messaggio dal Paradiso. Auguri, Freddie.

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Published in: on 5 settembre 2011 at 12:27 AM  Lascia un commento  

Speciale MUSICA – II – Rétro-Modern? Yes! Ja! Oui! Si!

Nostalgia, nostalgia…

No, non è la canzone che tutti pensano, quella italiana. E’ una musica diversa, quella che risuona nella mia testa ora…

Una musica più antica, ma non troppo.

Vi ricordate dell’Art-Déco e delle foto tipiche degli anni tra le due guerre, l’epoca del Diesel e delle pin-up, per citarne solo un paio??? Sì? Anche io. Anche se non c’ero ancora, fisicamente. Ma quanto mi piacciono quei tempi.

Un marine dipinge una donnina a grandezza naturale sulla carrozzeria...

... E pensate se tutti i militari fossero così!

Ho sempre desiderato somigliarle.

Conoscete Max Raabe (–> Wikipedia Biografia) ? Credo sia un artista di questo secolo. Anche lui non c’era, all’epoca. Eppure… Brani propri, ma anche Cover di pezzi storici pop, rock, moderni, vintage… Con una vena, direi unica, di nostalgia rétro. Di uno stile che è andato quasi dimenticato. Uno stile unico, perché riesce a tenere insieme con quella vocetta androgina tutta la Palast Orchester!

Come quello della seconda Belle Epoque dell’Europa: quella successiva alla prima – gli anni ’20-’40. Particolarmente gli anni di mode, persone, forme d’arte che giudicherei particolarmente “stilose”.

…Provate a fondere due correnti qualsiasi. Otterrete un mélange, certo. Magari anche bello.

… Ma io avevo in mente qualcos’altro. Niente è come la sensibilità e la tecnologia moderne che reinterpretano la finezza e il sentimento di allora!

Ecco, questa rende bene l'idea. Dieci punti a chi indovina che cos'è. Un indizio: parte dell'iconografia filmografica di ogni amante del Dieselpunk.

Dunque, vi ho parlato di un cantante, prima. Eccolo qui! Max Raabe – Impomatato, acuto e impettito come pochi. Questa versione di Sex Bomb è stata la musica di un noto spot commerciale!

E termina qui il nostro breve viaggio (mentale) nell’immaginario dell’estetica e della musica Dieselpunk, Rétro e Moderno fusi assieme. Vi lascio con Wolfgang Parker (–>On Myspace), un altro che di stile unico se ne intende. Ma si trovano davvero poche tracce di lui, ovunque come in giro per il Web…

Meravigliose reinterpretazioni in chiave rock’n’roll di swing e pezzi d’epoca conosciuti, come questa stupefacente cover di English Lover.  E che mi dite di Room 19. Aggressiva e quasi punk. Da non perdere quando e se capiterà in Italia. Buonanotte.

SPECIALE MUSICA – I: Origini del Progressive

In questo mondo che gira veloce e non si capisce più, tra birre analcoliche, fiori di plastica e porno gratuiti fermatevi per un attimo a pensare alla Dea Musica. Essa è colei che è capace di pervadere il nostro intero continuum mentale, fino a risvegliare mille emozioni, diverse da persona a persona; colei che può addirittura divenire adatta a comunicare in maniera interdimensionale, disciplina esteriore – il senso dell’udito lo possediamo tutti – che può toccare un complesso coinvolgimento interno ed esterno alla mente, un gran melange che ha luogo nei regni dello spirituale e dell’eterico.

Non voglio lanciarmi qui in strane digressioni su come funzionano le menti umane a livelli superiori di consapevolezza, né pretendere l’accuratezza di un’enciclopedia, ma solo fornire una panoramica, attraverso una serie di articoli, dell’affascinante mistero che risiede in certe combinazioni di note. Magari aggiungendo anche qualche noticina culturale qua e là. Seguitemi dunque, chiudete gli occhi e aprite orecchie e cuore. Partiamo subito con qualcosa di, uhm, leggero leggero…

IL PROGRESSIVE affonda le sue radici nella corrente Rock Psichedelica, specialmente quella inglese. Si sviluppa all’incirca a partire dagli anni Settanta e aveva come obiettivo principale quello di creare arte con la musica – trasformare il rock da intrattenimento in rock impegnato (non-politicamente), estetico e colto.

E’ molto difficile definire cosa sia il Prog e dove siano i suoi confini, ma alcuni elementi caratteristici possono essere: arrangiamenti e intrecci complessi; rivoluzione della “forma” della canzone; influenze che vanno dall’etnico alla musica classica, al jazz e allo sperimentale; uso di strumenti particolari come moog e mellotron; durata dei brani molto superiore rispetto ai canoni della musica popolare; tempi bizzarri; uso di synth; toni epici e lirici di grande ambizione; tematiche complesse, filosofiche, futuriste.

Proviamo dunque a tracciare un ipotetico sentiero dei sogni attraverso i momenti d’oro di questo genere… non necessariamente in ordine cronologico, visto che il tempo è una dimensione puramente umana… Includere tutti gli artisti che hanno dato il loro contributo all’elevazione spirituale della musica non è possibile, anche per ragioni di spazio naturalmente, ma farò del mio meglio.

– LE ORIGINI: Possiamo rilevare elementi di proto-prog persino nei Beatles degli ultimi anni Sessanta, ma sicuramente le pietre miliari più antiche sono gettate dai King Crimson, pionieri del genere, tanto camaleontici quanto raffinati e sperimentatori.

1970-1980: Dopo In The Court Of The Crimson King, il prog esplode e si dipana attraverso i successivi capolavori quali Lizard e Island, con i quali l’art-rock giunge al pieno riconoscimento. Abbiamo poi i Genesis pre-anni Ottanta di Peter Gabriel, capaci di stupire se confrontati con i Genesis che siamo abituati a sentire nel mainstream.

Citiamo poi gli Emerson Lake and Palmer con la loro miscela di rock, jazz e classica, i “barocchi” Yes, l’eclettico folk-blues dei Jethro Tull (“Aqualung”) e i tecnicissimi Gentle Giant. Alcuni conosciuti al grande pubblico dell’epoca, altri meno. La profondità di questa corrente la sentiamo anche in nomi non proprio conosciutissimi come Camel, Caravan, Van der Graaf Generator, Soft Machine, gli italiani Perigeo. I Queen, sebbene catalogati come band hard-rock o glam, ci hanno regalato alcune perle che io inscriverei volentieri in una ipotetica Hall of Fame del prog: Innuendo prima di tutto.

… E, immancabile, la psichedelia stralunata, pessimista ma anche colta dei maestri assoluti – i Pink Floyd, che interpretano il progressive in maniera più semplice e diretta al pubblico, spronandoci comunque all’avanguardia. Meriterebbero un discorso a parte, secondo me:

Rispettivamente in Francia e Germania nascono invece Zeuhl e il Krautrock, generi sperimentali che influenzeranno molto la musica new-age e ambient (vedi Magma, Faust, Tangerine Dream). Elementi di progressive sono però riscontrabili anche in gruppi post-70, specie in ambito elettronico e sperimentale.

– LA SCENA ITALIANA: Seconda solo a quella inglese, la scena italiana è caratterizzata soprattutto da un tipo di prog-rock più sinfonico e romantico, influenzato dallo stile britannico e a volte anche più tecnico e riflessivo. Spiccano qui, oltre alla Premiata Forneria Marconi che ha riscosso un grande successo anche negli USA, nomi come la Locanda delle Fate, Biglietto per l’Inferno, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, New Trolls, Picchio dal Pozzo, Alphataurus.

Ma c’è di più. Spesso ricordate solo dagli appassionati del genere, troviamo poi correnti ancora più oscure e “acide”, se possibile (acid-prog, appunto) che mescolano eredità classiche a intuizioni più dure e sofisticate, talvolta inquietanti, come il Balletto di Bronzo, Abiogenesi, Campo di Marte, Pholas Dactylus

… E non è finita qui, naturalmente. In questo breve excursus vi ho parlato di alcune delle cariatidi del Rock, ma ci sono tanti giovani talenti d’oggi che continuano, e continueranno ancora ad essere influenzati dallo straordinario, chimico, fantasmagorico viaggio siderale che è il Progressive. Sono nati nuovi generi, ma la tecnica e l’amore sono quelli di una volta. Non vi resta che farvi un giro d’ascolto (e per chi volesse approfondire, ecco uno dei migliori archivi Web qui), per allietarvi l’orecchio e regolare lo spirito sulle frequenze del Cosmo.

Ora scusatemi, vado a rivedere il programma del mio esame di psicanalisi incombente insieme ai Novalis. Ave.