Che cos’è il DIESELPUNK ? – Breve riassunto a cura di AlchemicalColonel – Grosse novità in arrivo…

Che cosa significa DIESELPUNK ?

Il termine Dieselpunk è comparso originariamente nell’ambito dei videogiochi e RPG, per identificare una particolare corrente di fantascienza rétro il cui elemento essenziale è l’ucronia: come per il filone Steampunk, si tratta di immaginare un futuro altamente tecnologico in un’epoca passata.

L’epoca di riferimento si estende a cavallo della fine del ‘800 e i primi decenni del ‘900, in particolare i periodi della Belle Epoque e tra le due guerre mondiali.
L’estetica fondamentale è quella dello stile, dell’arte e della moda del tempo, a cui viene aggiunto l’elemento fantascientifico della tecnologia avanzata e della macchinologia – realizzate però con i mezzi disponibili all’epoca: carburazione a diesel, meccanica e orologeria, esperimenti oltre i confini dell’umana possibilità.

Identifichiamo così due principali correnti dell’immaginario Dieselpunk:
OTTENSIANA, caratterizzata dalla fede nel progresso e lo sguardo al futuro delle infinite possibilità della razza umana, dove l’immagine dominante è quella dei “Ruggenti Anni 20”, delle storie “noir” e la società di riferimento è soprattutto quella americana delle grandi fiere e delle innovazioni.
PIECRAFTIANA, una visione più oscura e caratterizzata talvolta dalla deriva delle sorti della storia del mondo, dove sono i totalitarismi a dominare nel quadro di una società cupa, tormentata dallo “spettro della guerra” dove la sperimentazione tecnologica è asservita alla dominazione. L’estetica di riferimento attinge molto in questo caso al panorama delle due guerre mondiali – soprattutto della II.
Ognuna di queste due correnti identifica così un particolare Zeitgeist e un filone estetico-culturale leggermente differente, integrati nel quadro di riferimento.

Dieselpunk, per noi, non significa soltanto fantascienza letteraria (vedi la “Descrizione”).

Come il filone Steampunk, recentemente elevatosi da semplice genere artistico/letterario a vera e propria cultura alternativa, vogliamo qui implementare tutto ciò che il Dieselpunk necessita per acquisire lo status di corrente di pensiero e stile di vita: prima di tutto la moda e l’abbigliamento, e poi la possibilità di creare eventi, le novità di stile e tecnologia, le guide al do-it-yourself e molto altro…

Iscriviti alla Dieselpunk WebPedia e aiutaci a diffondere lo stile e la cultura Dieselpunk in Italia!

Per informazioni, scrivete all’indirizzo mail: dieselpunkitalianmanifesto@gmail.com

Dieselpunk Web Pedia: http://dieselpunk.wikia.com/wiki/Dieselpunk_Wiki

… Grosse novità in arrivo …

Speciale MUSICA – II – Rétro-Modern? Yes! Ja! Oui! Si!

Nostalgia, nostalgia…

No, non è la canzone che tutti pensano, quella italiana. E’ una musica diversa, quella che risuona nella mia testa ora…

Una musica più antica, ma non troppo.

Vi ricordate dell’Art-Déco e delle foto tipiche degli anni tra le due guerre, l’epoca del Diesel e delle pin-up, per citarne solo un paio??? Sì? Anche io. Anche se non c’ero ancora, fisicamente. Ma quanto mi piacciono quei tempi.

Un marine dipinge una donnina a grandezza naturale sulla carrozzeria...

... E pensate se tutti i militari fossero così!

Ho sempre desiderato somigliarle.

Conoscete Max Raabe (–> Wikipedia Biografia) ? Credo sia un artista di questo secolo. Anche lui non c’era, all’epoca. Eppure… Brani propri, ma anche Cover di pezzi storici pop, rock, moderni, vintage… Con una vena, direi unica, di nostalgia rétro. Di uno stile che è andato quasi dimenticato. Uno stile unico, perché riesce a tenere insieme con quella vocetta androgina tutta la Palast Orchester!

Come quello della seconda Belle Epoque dell’Europa: quella successiva alla prima – gli anni ’20-’40. Particolarmente gli anni di mode, persone, forme d’arte che giudicherei particolarmente “stilose”.

…Provate a fondere due correnti qualsiasi. Otterrete un mélange, certo. Magari anche bello.

… Ma io avevo in mente qualcos’altro. Niente è come la sensibilità e la tecnologia moderne che reinterpretano la finezza e il sentimento di allora!

Ecco, questa rende bene l'idea. Dieci punti a chi indovina che cos'è. Un indizio: parte dell'iconografia filmografica di ogni amante del Dieselpunk.

Dunque, vi ho parlato di un cantante, prima. Eccolo qui! Max Raabe – Impomatato, acuto e impettito come pochi. Questa versione di Sex Bomb è stata la musica di un noto spot commerciale!

E termina qui il nostro breve viaggio (mentale) nell’immaginario dell’estetica e della musica Dieselpunk, Rétro e Moderno fusi assieme. Vi lascio con Wolfgang Parker (–>On Myspace), un altro che di stile unico se ne intende. Ma si trovano davvero poche tracce di lui, ovunque come in giro per il Web…

Meravigliose reinterpretazioni in chiave rock’n’roll di swing e pezzi d’epoca conosciuti, come questa stupefacente cover di English Lover.  E che mi dite di Room 19. Aggressiva e quasi punk. Da non perdere quando e se capiterà in Italia. Buonanotte.

Speciale Scienza I – MECCANIZZARE IL PENSIERO

Spero Iddio che questi calcoli possano essere eseguiti da un motore a vapore!” – C. Babbage

Charles Babbage (1791 - 1871)

Tutti sono affascinati dalle incredibili visioni e anacronismi tecnologici su cui si basa la cultura Steampunk, ma forse non tutti sanno che l’umanità ha rischiato di entrare nell’era digitale delle telecomunicazioni ben prima del suo tempo, a metà ‘800, grazie a un certo Charles Babbage.

Charles Babbage, chi è costui? Un matematico e filosofo britannico, che per primo ebbe l’idea di un calcolatore programmabile. Nel mondo dell’informatica è considerato un vero pioniere, anche più dei coraggiosi informatici che un giorno recuperarono i progetti delle sue macchine per realizzare tramite dispositivi elettronici ciò che oggi conosciamo come computer: un calcolatore multi task.

La macchina differenziale

Babbage presentò il modello di quella che lui chiamò una macchina differenziale alla Royal Astronomical Society nel 1822. Il suo scopo era, allora, quello di creare un calcolatore automatico basato sul metodo numerico delle differenze polinomiali finite.

Di tale macchina venne realizzato un prototipo imperfetto, e i continui problemi del progetto (ingranaggi non buoni, cambi di idea e discussioni interne allo staff) portarono al taglio dei finanziamenti da parte del governo.

Una parte della macchina differenziale.

La macchina analitica

Tra il 1833 e il 1842 Babbage presentò un nuovo progetto, e tale dispositivo è sicuramente quello più interessante: una macchina (totalmente meccanica) che fosse programmabile per eseguire ogni genere di calcolo, che marcasse la progressione dal calcolo meccanizzato alla computazione completamente general-purpose.

Babbage adattò per essa il telaio di Joseph Marie Jacquard, che usava schede perforate per determinare la trama del tessuto, in modo che esse riproducessero uno specifico “pattern” di elaborazioni matematiche. Proto-programmi, insomma.

La Macchina analitica aveva:

– dispositivi d’ingresso basati su schede perforate

– un processore aritmetico interno

– una unità di controllo

– un meccanismo di uscita e di stampa

– una memoria temporanea dove i risultati delle operazioni potevano essere mantenuti in attesa del loro turno di elaborazione.

… Ma è proprio lo schema di un computer, non vi sembra?

In effetti, il progetto concreto venne alla luce nel 1837, e lady Ada Lovelace s’interessò parecchio ad esso, scrivendo inoltre diversi programmi in quello che oggi chiameremmo l’antenato del linguaggio Assembly. Ma essa non fu mai realizzata.

Molti misteri ruotano intorno a questa mancata realizzazione… C’è chi dice che fu a causa di difficoltà tecniche dovute alla tecnologia dell’epoca, oppure di conflitti sindacali con i meccanici e lo staff che si tennero in ostaggio i componenti; fatto sta che anche questa volta l’ambizioso progetto rovinò dalle stelle alle stalle.

Un epilogo moderno

La macchina analitica !!!

Nel 1985 il Museo della Scienza di Londra riportò in auge il progetto originario, e seppur tra mille difficoltà non troppodiverse da quelle che Babbage stesso incontrò a suo tempo, la Macchina venne completata nel 2002, seguendo fedelmente i disegni originali e usando soltanto materiali già disponibili all’epoca.

Sorprendentemente, tale geniale artefatto funziona esattamente come Babbage intendeva facesse.

Babbage fu il primo che ebbe l’idea di duplicare una funzione cognitiva con le macchine. Ma la tecnologia della sua epoca gli impose limiti ben più pesanti di quelli che ebbero i pionieri dell’era dell’informatica elettronica della metà del 900.

Eppure, come abbiamo visto con la moderna realizzazione londinese, sarebbe stato comunque possibile costruire un computer perfettamente funzionante implementando le funzioni di base in ferro e ottone, costruendo un dispositivo totalmente meccanico. Vederlo funzionare è a detta di molti qualcosa di stupefacente.

L’era digitale nell’800

Le macchine di Babbage, antenate dei moderni computer, assieme alla figura stessa di questo illustre scienziato dell’età vittoriana sono risultate suggestive anche per gli scrittori di fantascienza.

Ora, pensiamo per un attimo alle incredibili implicazioni sociali e filosofiche che la realizzazione di un progetto simile, all’epoca, avrebbe comportato… Insomma, se non fossero intervenute tutte quelle complicazioni (che non c’entravano assolutamente nulla con i limiti tecnologici in sé, come abbiamo visto) che Babbage incontrò, come si sarebbe evoluta la nostra civiltà?

Come sarebbero, ad es., le nostre città? Avremmo lo stesso inventato la televisione? E la musica che suono avrebbe? Le telecomunicazioni sarebbero andate avanti comunque fino ad arrivare ai nostri giorni così come le conosciamo, o magari avremmo inventato nuovi metodi non più basati sul digitale ma sull’analogico? E il mondo del lavoro, la politica…? Un mondo più hippie sarebbe stato possibile, forse…

… Vi lascio con un’ultima domanda aperta, a proposito di analogico… Oggi i progetti informatici di reti neurali, basate su tecnologia analogica e non digitale come quella dei pc di uso comune, è tornata alla ribalta nel tentativo di costruire macchine magari più imperfette, ma che funzionino esattamente come un cervello umano… Tutto questo non vi fa pensare…?

…Che zio Charles avesse ragione, in fondo.

Meccanizzare il pensiero”, è la più alta ambizione umana, che ha un retrogusto di pura, folle demiurgia.