Finalmente online: DIESELPUNK ITALIAN MANIFESTO !!!

Come preannunciato dal post precedente, è finalmente online la pagina (su Facebook) dedicata alla community italiana degli amanti del Dieselpunk e della fantascienza hard-boiled.

Che aspetti? Clicca MI PIACE!!!

Link:

Pagina Facebook ufficialehttps://www.facebook.com/DieselpunkItalianManifesto

Adminhttps://www.facebook.com/dieselpunkalchemicalcolonel

Missione del progettohttps://www.facebook.com/note.php?note_id=430906170252715

ENGLISH VERSION: EUROPEAN COMMUNITY COMING SOON TOO!

… Inoltre è su Wikia che trovate l’enciclopedia internazionale, utilizzabile e modificabile da chiunque abbia un po’ di buona volontà per imparare il funzionamento della piattaforma Wiki (la stessa di Wikipedia)!

Iscrivetevi numerosi e iniziate a contribuire alla diffusione della cultura Dieselpunk in Italia ed Europa (PS: Questo progetto, per ora, utilizza unicamente la lingua inglese).

Link:

Progetto Wikiahttp://dieselpunk.wikia.com/wiki/Dieselpunk_Wiki

Istruzioni per contribuirehttp://dieselpunk.wikia.com/wiki/How_to_contribute

Admin Boardhttp://dieselpunk.wikia.com/wiki/User:Alchemical_Colonel_Lenore

Vi aspetto numerosi!

PORTIAMO LA CULTURA DIESELPUNK OVUNQUE, ED ELEVIAMOLA A UN VERO E PROPRIO STILE DI VITA!

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Che cos’è il DIESELPUNK ? – Breve riassunto a cura di AlchemicalColonel – Grosse novità in arrivo…

Che cosa significa DIESELPUNK ?

Il termine Dieselpunk è comparso originariamente nell’ambito dei videogiochi e RPG, per identificare una particolare corrente di fantascienza rétro il cui elemento essenziale è l’ucronia: come per il filone Steampunk, si tratta di immaginare un futuro altamente tecnologico in un’epoca passata.

L’epoca di riferimento si estende a cavallo della fine del ‘800 e i primi decenni del ‘900, in particolare i periodi della Belle Epoque e tra le due guerre mondiali.
L’estetica fondamentale è quella dello stile, dell’arte e della moda del tempo, a cui viene aggiunto l’elemento fantascientifico della tecnologia avanzata e della macchinologia – realizzate però con i mezzi disponibili all’epoca: carburazione a diesel, meccanica e orologeria, esperimenti oltre i confini dell’umana possibilità.

Identifichiamo così due principali correnti dell’immaginario Dieselpunk:
OTTENSIANA, caratterizzata dalla fede nel progresso e lo sguardo al futuro delle infinite possibilità della razza umana, dove l’immagine dominante è quella dei “Ruggenti Anni 20”, delle storie “noir” e la società di riferimento è soprattutto quella americana delle grandi fiere e delle innovazioni.
PIECRAFTIANA, una visione più oscura e caratterizzata talvolta dalla deriva delle sorti della storia del mondo, dove sono i totalitarismi a dominare nel quadro di una società cupa, tormentata dallo “spettro della guerra” dove la sperimentazione tecnologica è asservita alla dominazione. L’estetica di riferimento attinge molto in questo caso al panorama delle due guerre mondiali – soprattutto della II.
Ognuna di queste due correnti identifica così un particolare Zeitgeist e un filone estetico-culturale leggermente differente, integrati nel quadro di riferimento.

Dieselpunk, per noi, non significa soltanto fantascienza letteraria (vedi la “Descrizione”).

Come il filone Steampunk, recentemente elevatosi da semplice genere artistico/letterario a vera e propria cultura alternativa, vogliamo qui implementare tutto ciò che il Dieselpunk necessita per acquisire lo status di corrente di pensiero e stile di vita: prima di tutto la moda e l’abbigliamento, e poi la possibilità di creare eventi, le novità di stile e tecnologia, le guide al do-it-yourself e molto altro…

Iscriviti alla Dieselpunk WebPedia e aiutaci a diffondere lo stile e la cultura Dieselpunk in Italia!

Per informazioni, scrivete all’indirizzo mail: dieselpunkitalianmanifesto@gmail.com

Dieselpunk Web Pedia: http://dieselpunk.wikia.com/wiki/Dieselpunk_Wiki

… Grosse novità in arrivo …

SPECIALI: A different style for a different look. Introduzione

Buongiorno a tutti, come andiamo con i primi freddi dell’anno?

Oggi la vostra Lenore inaugura una nuova sezione di questo blog, tra gli Speciali: Different Look & Style. Dove parlerò di moda, stile, abbigliamento, trucco e parrucco, ma non solo. Different Look & Style sarà una sezione molto speciale, appunto, dove si avvicenderanno tutorial, riflessioni e persino un poco di cultura.

Iniziamo quindi con una riflessione che mi ha colpito di questi tempi, prima di parlare di correnti, abbigliamento e qualsiasi altra cosa.

L’apparenza è tutto, per gli esseri umani. Basti pensare solo al fatto che siamo gli unici animali che coprono il proprio corpo con oggetti da loro stessi creati; non voglio disquisire di argomenti filosofici et similia, non in questa sede almeno, ma occorre per forza puntualizzare alcuni capisaldi della teoria che sto per presentarvi come introduzione ai prossimi Speciali. Visto che vestirsi è necessità umana basilare – sia in termini evolutivi come riparo dagli agenti atmosferici, sia in termini di civiltà, dato che quasi nessuna cultura sulla faccia della Terra adotta il nudismo, se non in occasioni particolari – vorrei tanto che i miei lettori si fermassero a riflettere per un attimo sulla questione che ora vi presento…

La moda non è qualcosa di facile da definire. Come il concetto di stile. Quando avviene che i due termini sono sinonimi? Quando invece sono come l’acqua e il fuoco? E quando si parla di alternativo, vale lo stesso discorso? L’alternativo diventa moda? E mille altri interrogativi come questi, sono ciò che mi frulla in mente proprio ora.

Dunque… Iniziamo da una distinzione. La moda può essere quella delle passerelle, quella che rappresenta “le cose che vanno”, oppure i diktat di una particolare linea d’abbigliamento. Chiamiamole le “impostazioni generali”. Qui, sarà intesa principalmente in questo senso. Lo stile, invece, per me rappresenta qualcosa di molto personale. Pensiamo ad una qualsiasi “moda” o “corrente” che decidiamo di adottare – per la serie “Oggi mi sento… Oggi mi vesto…” – : al di là del suo nome o dei dettami indispensabili che questa ci impone o, al contrario, ci vieta di avere – e non si può negare – ognuno di noi, persino il più “ganzo” e quello più attento a tutte le novità di massa in fatto di look, è sensibile all’influenza del gusto personale, che aleggia come una grande ala protettrice contro la dittatura della motonia.

Il secondo da sinistra è un look vincente, non trovate?!

Nell’ambito del seguire una corrente, una moda, ognuno mette un po’ di Sè e un po’ di arte.

Preparandosi per andare al lavoro, a scuola, per uscire il sabato sera… Persino chi ritiene di non aderire ad alcuna moda e di vestirsi semplicemente come gli va, o a caso, durante il magico momento della vestizione le corde profonde dell’essere umano sono toccate. Di fronte all’armadio che ti guarda invitante, oppure ti deride facendoti pensare che oggi non hai nulla da metterti, oppure ti fa perdere un quarto d’ora semplicemente a pensare come potresti abbinare in modo gradevole i nuovi jeans con quelle magliette che conservi affettuosamente dai tempi del liceo… Decidere come vestirsi non è cosa semplice. Siamo ciò che indossiamo, per noi in quanto espressione individuale e soggettiva, per gli altri in quanto l’essere umano giudica per prima cosa in base alle proprie percezioni. Esterocezioni, naturalmente: alzi la mano chi riesce a staccarsi completamente dall’idea che si è fatto di una persona, un amico, un collega, semplicemente da come appare ai suoi occhi. Indipendentemente da quanto poi ci abbia conversato, o ne abbia una profonda conoscenza.

Che si tocchino i massimi livelli di eccentricità, o al contrario si propenda per il casual assoluto e più semplice possibile, il gusto personale è una cosa che abbiamo tutti – e trovo aberrante il giudicarlo connotandolo in positivo o negativo, senza considerare l’idea che tutte le facoltà e le caratteristiche dell’essere umano non sono mai “o bianco o nero”: tutto, persino la linea di vestiario, si colloca lungo un continuum che passa da un polo all’altro. E’ quindi profondamente errato, ragionare come se chi veste in modo diverso da noi (in stile differente, appunto!) si trovi sulla sponda opposta, come se fosse un soldato facente parte di un altro esercito. E’ solo un poco più distante da noi nella linea indefinita dell’apparenza umana.

Per come la vedo io, a meno che non si ecceda con l’eccesso o si scada nella volgarità, tutti gli stili personali sono rispettabili. Per il resto, non ho altri limiti. Ma chi può tracciare la linea tra sexy e volgare? E quella tra eccentricità ed eccesso?

Mi piace, mi piace...

Ciò che conta, credo, è il sentirsi bene nei propri panni, particolare piccolo ma essenziale, che troppo spesso ci dimentichiamo di considerare. Troppo spesso partiamo dalle fissazioni imposte dalla nostra immaginazione in fatto di look, piuttosto che da ciò che sentiamo a pelle. Troppo spesso, per seguire la moda, o al contrario per avversarla, per sparire o per farci notare… ci troviamo a stare un’intera giornata con addosso qualcosa che non fa parte di noi. Non c’è niente di peggio, che una persona vestita bene ma che si muove (e si sente) impacciata proprio a casa del look studiato con tanta difficoltà.

Concluderò dicendo che il look, per me, è una questione di cuore e di pancia, se capite cosa intendo. Pensateci, se volete, la prossima volta che sarete di fronte all’armadio, la prossima volta che vi costruirete il vostro set Polyvore mentale mentre siete sotto la doccia. Siamo ciò che indossiamo, non dobbiamo negarcelo – e soprattutto non dobbiamo mai dimenticarci che dentro a quegli abiti c’è una persona unica, la scelta non è mai casuale. E viene dal profondo del nostro Sé.