Esercizi metalessicali d’introspezione – Nonsense n. 1: L’angoscia del tempo.

L’ANGOSCIA DEL TEMPO

 

Psichedelicamente parlando, sembro essere rimasta bloccata al 21 luglio. Esattamente un giorno prima del mio compleanno!

Adesso, ho un altro anno che tra le occhiaie mi ricorda del tempo che passa, come succedeva ai Romantici di un secolo e mezzo fa.

Sono l’urgenza della creazione, il seme della genialità, il principio delle stelle a scuotere, a far vibrare d’insoddisfazione le corde della mia psiche, mentre vedo scivolarmi tra le dita sabbia di giorni, ognuno diverso dall’altro per le angosce e per il modo in cui mi crogiolo nel nulla – il modo in cui mi metto in infruttuosa e alla lunga autolesiva relazione col mondo – rendendo inutili questi anni perfetti, gli anni in cui la forma del corpo e l’elasticità e la maturità insieme di quell’olistico tutto che è l’essere umano ricordano quella perfezione che esiste soltanto (e qui si ritorna…) all’origine della creazione.

Mi perdevo a fantasticare su quanto sarebbe stato bello avere 20 anni, quando ero un’impotente ragazzetta… essi invece sono passati velocemente, anche troppo se devo dire, ma la memoria è migliore e sicuramente più viva di quella di altre istantanee di altre esistenze, magari più calme, magari più controllate.

Non importa. E’ la mia il viaggio più bello. Ora non so se voglio dei figli, ma so che voglio sorgere a me stessa  e smetterla di tremare per la caducità del tempo che viene e di quello che va, guardarmi che cresco e divengo più consapevole di esso, mentre il disincanto tarda, e non cancella l’espressione angelica del mio viso ancora bambino.

 

Egon Schiele, Autoritratto d'artista

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Speciale MUSICA – II – Rétro-Modern? Yes! Ja! Oui! Si!

Nostalgia, nostalgia…

No, non è la canzone che tutti pensano, quella italiana. E’ una musica diversa, quella che risuona nella mia testa ora…

Una musica più antica, ma non troppo.

Vi ricordate dell’Art-Déco e delle foto tipiche degli anni tra le due guerre, l’epoca del Diesel e delle pin-up, per citarne solo un paio??? Sì? Anche io. Anche se non c’ero ancora, fisicamente. Ma quanto mi piacciono quei tempi.

Un marine dipinge una donnina a grandezza naturale sulla carrozzeria...

... E pensate se tutti i militari fossero così!

Ho sempre desiderato somigliarle.

Conoscete Max Raabe (–> Wikipedia Biografia) ? Credo sia un artista di questo secolo. Anche lui non c’era, all’epoca. Eppure… Brani propri, ma anche Cover di pezzi storici pop, rock, moderni, vintage… Con una vena, direi unica, di nostalgia rétro. Di uno stile che è andato quasi dimenticato. Uno stile unico, perché riesce a tenere insieme con quella vocetta androgina tutta la Palast Orchester!

Come quello della seconda Belle Epoque dell’Europa: quella successiva alla prima – gli anni ’20-’40. Particolarmente gli anni di mode, persone, forme d’arte che giudicherei particolarmente “stilose”.

…Provate a fondere due correnti qualsiasi. Otterrete un mélange, certo. Magari anche bello.

… Ma io avevo in mente qualcos’altro. Niente è come la sensibilità e la tecnologia moderne che reinterpretano la finezza e il sentimento di allora!

Ecco, questa rende bene l'idea. Dieci punti a chi indovina che cos'è. Un indizio: parte dell'iconografia filmografica di ogni amante del Dieselpunk.

Dunque, vi ho parlato di un cantante, prima. Eccolo qui! Max Raabe – Impomatato, acuto e impettito come pochi. Questa versione di Sex Bomb è stata la musica di un noto spot commerciale!

E termina qui il nostro breve viaggio (mentale) nell’immaginario dell’estetica e della musica Dieselpunk, Rétro e Moderno fusi assieme. Vi lascio con Wolfgang Parker (–>On Myspace), un altro che di stile unico se ne intende. Ma si trovano davvero poche tracce di lui, ovunque come in giro per il Web…

Meravigliose reinterpretazioni in chiave rock’n’roll di swing e pezzi d’epoca conosciuti, come questa stupefacente cover di English Lover.  E che mi dite di Room 19. Aggressiva e quasi punk. Da non perdere quando e se capiterà in Italia. Buonanotte.

Dejà-vu onirico. E l’incubo continua, anche se mi sveglio.

Anche la ragazza di Dali, Gala, sembrava soffrire di falsi risvegli...

Ero dalle parti di Piazza Trento, a Milano, o giù di lì.
Ho beccato una ex-collega di un ex-posto di lavoro dove abbiamo entrambe ex-lavorato per un anno, e ci siamo fermate a chiacchierare. Lei era felicissima di vedermi, insieme al suo amico ultracinquantenne ma ancora alternativo. Ma io avevo una cosa da fare… Quindi sono andata alla macchina nera, quella dove mio padre mi aveva detto di “piazzare l’ordigno”.
Che poi, questo ordigno, era più simile a un pacchettino di quelli del panettiere… Comunque sia, non sono riuscita a completare la mia missione. Colpa degli schermi di sorveglianza installati nella stupida BMW nera!
Salutavo quindi la mia ex-collega, andavo dal mio vecchio e gli dicevo che dovevo disattivare tutto.
Stop.

Quindi mi sono svegliata.

Ho raccontato il sogno assurdo al mio fidanzato, che era a letto accanto a me e lavorava al PC: mi ha risposto che secondo lui si trattava di “linee temporali alternative“, non ho ben capito cosa intendesse, ma nulla di preoccupante, insomma, tutto dentro la mia testa e… la vita continua.
Ho un preciso ricordo di me che mi sveglio e gli racconto il sogno

Il giorno dopo sono andata a lavorare, nel mio attuale nuovo posto. Lì, però, venivo cacciata via dopo appena 2 settimane di onesto e duro servizio. Certo, non che mi lasciassero a casa disoccupata… però venivo retrocessa a un posto di parecchio inferiore!!!
Secondo mia madre, che aveva subito contattato la mia ormai ex-datrice di lavoro, era perché non avevo preso gli appuntamenti giusti. Secondo il poveraccio nuovo che si trovava nella mia stessa barca, cacciato anche lui, era perché non ero andata alla casa nera.
MA QUALCUNO E’ IN GRADO DI DARMI UNA SPIEGAZIONE COERENTE, O NO???

No, of course… Mia madre che blatera di stare tranquilla, e cento idioti che parlano di case nere e appuntamenti non fissati, mentre mi si rovesciano a terra tutti i documenti e scappo via piangendo???
“ODDIO MI SEMBRA DI ESSERE DENTRO UN TRIP STORTO…”

E come se non bastasse, mentre mi avvio triste e mesta sulla strada di casa chi mi ritrovo? Un orrendo nano, una specie di gnomo del sottosuolo, umanoide, con le braccia lunghissime e gommose, che mi insegue e mi chiama gioioso.
Che schifo… Mi toccava con quei tentacoli viscidi, correndo velocissimo, e allora sì, che mi sono svegliata per davvero.

Rizzandomi sulla schiena con un gemito strozzato, lucida ma completamente paralizzata in quella posizione assurda – “GAASP!” – spaventando il mio povero fidanzato, seduto a letto accanto a me che lavorava tranquillo al PC.
E gli ho raccontato tutto. Anche se mi sembrava di avergli già detto quelle cose. Un dejà-vu onirico. Ciò lo ha impressionato molto, perché a lui non è mai capitato di svegliarsi dentro un sogno e proseguire tranquillamente finendo da una padella di assurdità alla brace degli orrori.

Odio quando la mente mi gioca questo tipo di scherzi. E a nessun altro è mai capitato di svegliarsi dentro un sogno, e continuare con l’incubo?

Secondo Wikipedia ,”Il fenomeno del “falso risveglio” potrebbe essere un meccanismo di protezione del sonno. Ad esempio, il sognatore […] decide di svegliarsi per sfuggire ad un incubo. Questi falsi risvegli causano la maggior parte delle volte la perdita di lucidità e il soggetto prosegue nel suo sogno normalmente (talvolta ci si sveglia realmente quando nel sogno già ci si è recati al lavoro). […] “

E come se non bastasse… ” […] l’acquisizione di consapevolezza del “falso risveglio” può essere l’anticamera di una esperienza assai angosciosa (anche se per fortuna breve): nel tentativo di risvegliarsi veramente, il soggetto si ritrova lucido e cosciente ma con il corpo paralizzato; ciò è dovuto alla cosiddetta paralisi ipnagogica che tipicamente accompagna le fasi REM.

Bene, trovata la spiegazione scientifica. Ma che mi dite della spiegazione soggettiva che dovrei applicare al mio povero stato mentale???

Aggiornamento: Ho trovato qualcosa sulle larve astrali – ma non ci credo molto… Sono troppo cognitivista, anche in senso onirico.

“LE LARVE”
Una larva può essere fatta di materia mentale o astrale. Generalmente è una creatura astrale creata per la ripetizione costante di un pensiero intenso alimentato da una passione particolare, da una cattiva abitudine o da altri difetti. Una persona crea inavvertitamente questi esseri con sostanza mentale od astrale, estratta dunque dal suo corpo mentale od astrale. In realtà la larva è una mezza creatura che vive nei sottopiani o nei più bassi piani astrali o mentali. Si nutre delle sostanze astrali o mentali (a seconda di dove vive) che emette la passione particolare o il difetto che l’ha creata. Essa ha una forma che ha una corrispondenza con il difetto creatore e possiede un forte istinto di autoconservazione. Sul cammino ermetico-magico, una larva fortemente sviluppata è un ostacolo generalmente molto difficile da superare.

Mi preoccupa di più la questione dell’ostacolo ermetico, come faccio a diventare Alchimista se sono infestata dalle larve astrali derivanti da pensieri schizoidi sepolti nel mio non-conscio??? Oddio, forse dovrei chiedere consiglio al buon vecchio Salvador Dali, lui si che di sogni ne capiva… se solo fosse ancora vivo.

… Chi sono io? Poco definibile …

Forse dovrei aggiungere anche il breve pezzo di prosa che accompagnava questo disegno, visto che nell’insieme mi hanno regalato tre crediti universitari… Ma non ora. E’ notte fonda, e sto pensando a tutto ciò che poteva essere… ma è un’altra storia, che deve ancora essere scritta, credo…

WhoAmI.

*PLEASE FULL VIEW*

IL DIAVOLO MI PARLA

Questa non è proprio recente, ma merita di essere qui, credo.

Edvard Munch, "Il giorno dopo", 1894-5


Il diavolo mi parla

Nelle notti passate a disegnare

Il diavolo mi parla

Nei giorni passati a meditare

Su nuove vendette

E tentazioni ripudiate.

Risponderò solo a me stessa

O questo è ciò che il mondo vede

Quando scruto fra i graffi

Nell’onice rossastra

Un diamante perfora pensieri pindarici

Tingendo un’anima di surreale

Ed i suoi artigli

…non fa male

Ormai non più.

Ridete pure.

Il diavolo mi parla

Con la sua voce setosa

Dice che non ha le corna

Ed è solo un fanciullo.

Addolora vedere un tradimento

Che sta solo negli occhi vuoti

Di chi guarda

Tu ancora non lo sai

Ma il diavolo mi parla

Mi racconta tante cose

A volte fa del male

Ma è solo la verità.

Il diavolo non ha la lingua biforcuta

E’ capace d’ingannare

ma lo sento sempre dire

Non ho mai creduto alle parole

Ma Dio non poteva creare

Un essere più sleale

…il diavolo sei tu???

No.

Il diavolo non mi ha mai ingannata.

Egli si limita a lavare via l’offesa

E quelle dannate frasi

Che mi fischiano nelle orecchie

Pronunciate come un mantra

Dovrò farmi denti d’acciaio

Temprarmi forse con acque infuocate

Come dice lui

Finalmente, perdono di significato

E tu non sei più tanto potente…Ah! Illusione!

Il diavolo non puzza di zolfo

Ma quando ti è vicino

Non puoi non accorgerti

Il calore di mille crisalidi nascenti

E il veleno di mille cobra

Tocca dolcemente come ala di farfalla.

E nel centro, del centro

Di un corpo di sabbia e morte ricoperto

Troppa morte innocente scorre

Per il desiderio di uno bastardo, non trino

Vuoi farti conoscere

Vuoi farti guardare

…ma il diavolo parla a me.

Dice che devo completare una missione

Ed essere da sola

Ma io ne vedo mille di campagne

Mi guardo indietro, abbattuta

Ma ormai nella sabbia c’è una sola impronta

Non temere, non è sparito

mi sta solo portando in braccio…

Ho visto mondi sovrannaturali

Dove rombi di vetro colorato governavano

Strane figure dalle movenze plastiche

Ma il diavolo è più sorprendente

Dice di non ricordarsi quando è nato

Né come possa avere occhi d’agata bruciata

Specchiandosi in rigagnoli neri

Sorpreso come un bambino.

Il diavolo mi parla

Ogni volta che dico: “Ti Odio”

Non è d’accordo con me, bieca e ottusa

Mi dà dei consigli

Duri come le stelle

Ma io ancora non so seguirlo.

Lo seguirò sul fondo del lago, forse

Perché il diavolo non disgusta

Non mi invita a fare giochi sporchi

Né mi chiede di danzare nuda per lui

Vuole solo un sorriso

Che nasca dalla gioia

O dal sollievo della rivalsa

Poco gli importa

Il diavolo mi carezza tra le orecchie

Come fossi un gatto

Lui mi asciuga ogni lacrima

Lecca il mio viso marmoreo

Pura statua, mera ossidiana

Quello che ora ho dentro.

Ma per lui sono sempre bella.

Il diavolo mi parla

Perché sono un gatto.